Charlie

Charlie

Sunday, 12 February 2017

Unità nazionale


L'ho già scritto altre volte: io ho pensieri che sono evidentemente "di sinistra", ma ho anche pensieri che a volte mi è capitato di vedere classificati come "di destra".

Ovviamente non me ne faccio un cruccio. Tanto più che credo che tanti altri abbiano lo stesso problema perché la realtà è più complessa dela vulgata delle ideologie. Ma poi la gente si sorprende e - dal momento che non è necessario dire sempre tutto quello che ci passa per la testa - a volte ci controlliamo e diciamo solo quello che possiamo dire.

Però così non funziona. Il ragionamento rimane incompleto e fallace ed è facile vederne i limiti e le contraddizioni. E per di più si lascia che alcune cose sacrosante diventino proprietà ideologica di alcuni che le usano male, e che si trasformino in un canale attraverso cui la gente un po' confusa, si avvicina a movimenti sbraioni che poi ne semplificano e manipolano il pensiero.

Quanti compagni progressisti sono diventati leghisti perché la Lega Nord sembrava l'unica forza che rappresentasse una posizione antinazionale ed il valore dell'autogoverno delle comunità contro il nazionalismo italiano? Un valore che sento mio, come quello dei Catalanisti e degli Scozzesi che ha dato vita a movimenti aperti, moderni e progressisti.

Il problema è che adesso, dopo più di venticinque anni, la Lega Nord ha parso ogni carica progressista e si è trasformata: è diventata la "Lega Italica" che va in piazza con la Meloni a dire le stupidaggini del Popolo del Tricolore, e che ha messo al centro della propria ideologia solo gli aspetti più cupi del suo pensiero originario: la protezione di una società chiusa e uguale a se stessa, il razzismo, l'anti-europeismo. Come la Le Pen e come i fascisti di sempre; come, appunto, la Meloni.

Ma venticinque anni sono lunghi e molti sono cresciuti lì e cambiare è difficile. Molti sono diventati davvero così. Da progressisti a Veneti, da Veneti a Padani, da Padani ad Italiani pronti a difendere i sacri confini della Patria in un mondo che dell'Italia non può che sorridere (o ridere) per la sua insignificanza.

E noi perdiamo l'orizzonte. Abbiamo criticata la Lega solo in nome dell'Unità Nazionale e lei ci ha spiazzato. Adesso il tricolore le piace ed il tema è diventato suo. Adesso che ci sono gli immigrati le vanno bene anche i Romani ed i Terroni.

E invece il tema della decostruzione delle Nazioni ottocentesche, il tema delle autonomie locali in un quadro di regole comuni Europee e mondiali, il tema delle "costituzioni" di organismi politici più ampi e della contemporanea ristrutturazione della rete del potere verso la periferia (verso le città e le regioni) non è più di nessuno. Peccato, perché è un tema progressista ed un vaccino contro le chiacchiere dell'antipolitica.



Saturday, 16 July 2016


Adesso non dimentichiamo i Kurdi.

Se quello che si dice in Occidente è vero, sono un baluardo laico nel mezzo della tempesta del radicalismo. Spero...
Dobbiamo loro tutto il nostro impegno per aiutarli a vivere e prosperare nel mezzo dell'oscurantismo mediorientale.

birayên şanşê baş!


Erdogan Akbar



I seguaci di Erdogan festeggiano e gridano Allah Akbar. Più che uno slogan politico, sembra una malattia mentale collettiva.

Questi non sono democratici e non sono alleati possibili: sono nemici. Bisogna tenerne conto perché sono tanti, troppi, non perché la loro posizione sia rispettabile o legittima. Forse per questo bisognerà mediare, ma l'obiettivo è solo uno: cancellarli insieme a tutto l'estremismo religioso.

Friday, 15 July 2016

Islamofobia

E se come dicevamo: non ci sono stranieri, e il mondo è un solo paese, non ci sono cose che possiamo chiamare lontane. Non ci sono cose che non ci riguardano.

Ogni attacco alla libertà di un altro uomo, è un attacco fatto anche a me.
La negazione dei diritti umani fondamentali, in qualunque luogo dell'Africa o dell'Asia, dell'America o dell'Oceania, riguarda anche me.
Ogni luogo in cui la legge si fonda su un testo sacro, e in cui un giudice pensa di poter uccidere o mutilare per "blasfemia", è il mio luogo: è la mia città.
E se questo avviene a casa mia, se viene torturato mio fratello, se vengono negati i diritti di mia sorella, non guardo a questo luogo con l'interesse astratto dell'antropologo che osserva per curiosità, ma con l'interesse dell'uomo vivo e preoccupato che osserva per fare e per cambiare.
Non è un problema accademico, ma un problema politico.

Non c'è autodeterminazione di nessuna regione del mondo che possa essere utilizzata per giustificare gli attacchi alle libertà di pensiero, di parola e di penna ai miei compatrioti del mondo.
Non c'è "cultura" barbara che possa giustificare la repressione, o la negazione dei diritti per questioni di opinione, di lingua, di cultura o di sesso.

Ma se non esistono uomini diversi nei loro diritti e nei loro doveri, esistono pensieri diversi.
Esistono pernsieri barbari e criminali.
Esistono ideologie della violenza e della sopraffazione.
Esistono religioni della verità unica e del dio violento.

Su queste cose bisogna dire la verità e bisogna prendere posizione.

Per non lasciare che la tensione dell'incomprensione diventi razzismo, bisogna distinguere tra la razza dall'ideologia. Le razze, se esistono, vanno bene tutte. Le ideologie e le religioni no.

Io non so se l'Islam sia quello che dicono gli islamisti criminali che gridano Allah Akbar e si invitano reciprocamente a massacrare gli infedeli. Spero di no perche i mussulmani sono 2.000.000.000 e saremmo davvero nei gui.

Se però l'Islam è quello, e milioni di mussulmani dicono che lo sia, l'Islamofobia è un dovere.
Se l'Islam è quello, è un pensiero medioevale, intelletualmente primitivo e culturalmente inferiore, e non merita rispetto.
Se l'Islam è quello, è una ideologia della sopraffazione che nega le regole comuni della libertà degli altri, e non può godere dei diritti e delle protezioni che le ideologie del dialogo e del confronto hanno.
Se l'Islam è quello. bisogna saper vedere ciò che lo differenzia dal resto del mondo e delle ideologie.
Se l'Islam è quello, io sono "islamofobico".

Thursday, 23 June 2016

Stranieri


I nazionalisti Inglesi hanno deciso di uscire dall'Unione Europea.

Non lo hanno fatto per i soldi. Lo hanno fatto per l'ideologia e lo hanno fatto per terrore della diversità e per poter chiudere le porte ai presunti "Stranieri".

Peccato. Evidentemente gli "Stranieri" sono loro.



Thursday, 16 June 2016


Il ché è un punto di partenza di un ragionamento che a tratti mi fa pensare cose che il senso comune qualifica come "di sinistra" (e da sempre mi ci sento bene) e a tratti mi fa pensare cose che sarebbero invece "di destra", una cosa che un po' mi imbarazza.

La prima ovvietà è che qui, come altrove, siamo tutti - in linea di principio - a casa.
Non ci sono passaporti, carte, permessi e timbri che tengano: il mondo è di tutti.
Le migliaia di fratelli, poveri, compagni, disperati, sognatori, sommersi e salvati che attraversano le frontiere appartengono alla categoria del NOI e non alla categoria dell'altro. Noi: la gente che si muove su questo pianeta. Elementi dello stesso insieme. Gente che è dentro e non fuori.

E questo mi sembra facile da pensare e da dire.




Wednesday, 15 June 2016

Cittadini


Non riesco a pensare altrimenti.
Gli Italiani non esistono, e neppure i Francesi, gli Americani, i Russi, i Nepalesi, gli Indonesiani...
Esistono gli Uomini, tutti con gli stessi diritti, e naturalmente anche tutti con gli stessi doveri.